YOGA

Corso di Hatha Yoga e Kundalini Yoga

Il Maestro Alberto Camici, (Sri ShaktiDivya yogin), nato a Livorno, vive da diversi anni a Velletri (Rm) e opera in tutto il territorio dei Castelli romani e non solo. Laureato e Specializzato in Filosofia, Teologia e Antropologia. Saggista e Scrittore di Spiritualità ed Esoterismo, nonché di argomenti a carattere Sociale, Ambientale e di Salute Olistica. Ha iniziato giovanissimo la pratica dello Yoga con esponenti della Federazione Italiana Yoga ed Europea negli anni '70 e '80; dal '90 con l'Unione Induista Italiana. Pratica da oltre 35 anni e lo insegna da circa 20.

E' socio Yani (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) e della Ado Uisp (Area Discipline Orientali). Conduce corsi e seminari anche di Meditazione e Preghiera profonda in ambito cristiano. Master Reiki. Esperto di Massaggio Rilassante e Terapeutico. Conosce il Tao Yoga, il Buddhismo Zen Soto, nonché la pratica del Tai Chi Chuan stile Yang. E' collegato a diversi ashram in india e in Italia. E' stato più volte all'estero e a viaggiato in India due volte soggiornandovi. E' responsabile dell'Area Yoga e Filosofie dell'Oriente dell'Associaizone Calliope di Velletri. E’ presidente dell’Associazione “Noi Siamo Uno. Yogaraduno dei Castelli romani”. Dal 2013 insegna al Dojo Makoto di Cisterna.

Il Maestro Camici è a disposizione anche per incontri individuali e approfondimenti. Segue la Tradizione Tantrica dove Hatha Yoga, Kundalini Yoga e Raja Yoga sono considerati un corpo unico in progressione e in crescendo. Un incontro tipo di Hatha Yoga in gruppo, specie nei primi tempi di apprendimento e pratica, si svolge nel modo seguente: l’allievo su indicazione del Maestro è invitato da subito a rendere la sua postura comoda e senza tensioni, curando l’equilibrio e la perpendicolarità della colonna vertebrale, mantenendo preferibilmente gli occhi chiusi e il silenzio per favorire fin dall’inizio il processo di ascolto interiore. L’ascolto interiore è il primo strumento che abbiamo per divenire coscienti e consapevoli. L’incontro si apre con tre Om (il mantra fondamentale detto Pranava) e il saluto Namaste (Tu ed Io siamo Uno), seguito da un offerta di pace e luce per tutti gli esseri viventi (Loka samastha sukinu bavanthu). Prima di dare inizio alla pratica può svolgersi un rilassamento breve guidato per sciogliere le tensioni e rendere la mente più libera e ricettiva. Alle posizioni del corpo, dette asana, viene dedicata circa un ora intera, in progressione, dalla più semplice alla più complessa, accompagnate dalle indicazioni dal Maestro.

Ogni asana viene eseguita con totale attenzione  e in perfetta sincronia col respiro, tanto da renderla “piacevole e distesa”, come indicano i testi classici dello Yoga. La consapevolezza del respiro definito pranayama, porta al praticante yoga tanta energia vitale ed è una porta per il controllo dei suoi stati emotivi mentali. Tramite il respiro si dirige l’energia vitale (prana). L’allievo non è mai lasciato solo durante il corso ma certamente deve da subito rendersi conto che il protagonista dell’incontro è lui stesso, senza dipendere troppo dall’esterno. Per questo motivo è invitato a trovare dei tempi anche suoi di pratica personale a casa. Ogni incontro segue un andamento a spirale per favore l’apprendimento tramite la ripetizione e l’acquisizione di nuove tecniche. Alle pratiche respiratorie segue il momento della meditazione, preceduto ed accompagnato da tecniche di concentrazione (pratyahara) e visualizzazione per favorire il risveglio interiore. La meditazione non è solo un esercizio, essa sorge spontanea quando uno si è coltivato interiormente. La meditazione è uno stato che arriva, quando tutto il “fare” e i pensieri disordinati tacciono. Allora si apre nel praticante di yoga, detto sadhaka, una dimensione più profonda, quella del Cuore. Nei primi tempi di pratica ed esperienza, ancor prima della meditazione, si apprende la sottile arte del rilassamento, shavasana e yoga nidra, nella quale l’allievo passa dalla completa distensione neurovegetativa a quella di strati più profondi del suo essere.

Il rilassamento fa emergere tensioni nascoste di varia natura alle quali il praticante è tenuto a prenderle in considerazione senza giudicarle. E’ proprio il contesto di ascolto, del prendersi in modo disteso e non giudicante, che dona la possibilità di migliorare senza sforzo mentale, senza imposizioni moralistiche, ma per la forza stessa dei cambiamenti che si operano a vari livelli. Nella pratica non vengono alla luce solo le tensioni, ma anche potenzialità nascoste e inesplorate, possibilità di vita nuova, più vasta. Il rilassamento per questo motivo dona tanta energia ed è un momento fondamentale di ricarica e nutrimento a tutti
 i livelli. Al termine dell’incontro di Yoga si canta la sacra sillaba Om con tre Shanti a seguire per augurare pace a tutto l’universo.
Come prepararsi all’incontro:
non fumare un'ora prima dell'incontro;
si deve venire digiuni o aver consumato
un piccolo pasto un'ora prima
e aver espletato i propri bisogni fisiologici;
Cosa portare con se:
un cuscino da meditazione
e una coperta leggera;
"Non importa se ti muovi piano, l’importante è che non ti fermi" Confucio   

STAGE

AIKIDO